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Cinema Mariani Ravenna
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Cinema Mariani Ravenna
COSI' LONTANI COSI' VICINI
venerdì 26 maggio
COSI' LONTANI COSI' VICINI
Regia: Ai Nagasawa e Davide Savelli
Distribuzione: Indipendente
Paese: Italia/Giappone 2016
Genere: Documentario
Durata: 58 minuti

Proiezione speciale, in occasione dei 150 anni delle relazioni fra Italia e Giappone.
Ospite in sala Marco del Bene storico - Università La Sapienza Roma

La storia di un intenso rapporto di amicizia tra due Paesi “così lontani e così vicini”. La racconta il film-documentario “Così lontani così vicini”, realizzato in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’inizio ufficiale delle relazioni tra Italia e Giappone. 

Due vicende di “nation and state building” che si sviluppano parallelamente per centocinquanta anni e presentano, nonostante la distanza, notevoli somiglianze e uno stupefacente sincronismo. A partire dalla metà dell'Ottocento i due paesi si trovano infatti ad affrontare il medesimo problema, quello di accorciare il più rapidamente possibile il gap economico che li separa dalle grandi potenze dell’epoca, e quindi diventare loro stessi potenze rispettate e temute. La trasformazione strutturale intrapresa de entrambe le nazioni, si chiami “Risorgimento” o “restaurazione Meji”, vede il ruolo di promotore di sviluppo affidato allo Stato e all’élite che lo controlla. Dopo la seconda guerra mondiale e l'occupazione, le somiglianze si moltiplicano, indotte anche da una analoga politica di “trapianto” della democrazia fortemente incoraggiata dagli Stati Uniti. Nel dopoguerra in entrambi i paesi la crescita sociale ed economica è stata impetuosa, e anche in questo caso può essere osservata e raccontata parallelamente: la motorizzazione di massa, la nascita delle televisioni pubbliche, il desiderio di riaccreditarsi internazionalmente ospitando grandi eventi come i Giochi Olimpici, lo sviluppo dell’industria manifatturiera che trasformerà la formula “made in…” in un sinonimo di accuratezza e qualità per entrambe le nazioni.

Il docu film prende il via da una recente scoperta: il ritrovamento di un ritratto veneziano del primo giapponese venuto in Italia. Nel riordinare una collezione privata, è stato infatti rinvenuto il quadro di un giovane dai tratti orientali, con l'iscrizione "Mansio" sul retro. Effettuate successivamente ampie ricerche e verifiche, si è potuto stabilire che si trattasse di un ritratto attribuito a Domenico Tintoretto di Ito Mancio, un principe del Kyushu, che nel 1585 guidò una delegazione di quattro giovani nobili nipponici in Europa. Il ritratto di Ito Mancio precede di una trentina di anni il grande ritratto realizzato da Archita Ricci (conservato presso la Galleria Borghese) del primo ambasciatore ufficiale giapponese in Europa, Hasekura Tsunenaga, e rappresenta quindi “la prima icona” delle antiche relazioni con l'Italia. Il racconto del suo ritrovamento, delle verifiche scientifiche effettuate sulla tela per stabilirne la veridicità, il lavoro preparatorio per l’invio in Giappone e infine il viaggio e l’arrivo nell’isola, sono le tappe che scandiscono il racconto del presente. Ma c’è anche un viaggio nel passato: dai primi contatti cinquecenteschi alle “trasformazioni” ottocentesche e all’ingresso convulso nel ‘900, con le due guerre mondiali, l’alleanza Roma-Berlino-Tokyo, la sconfitta nella seconda guerra mondiale, la ricostruzione e la ripresa economica, i Giochi Olimpici del ’60 e ’64, il boom economico. E ancora,  il primo collegamento televisivo intercontinentale tra i due Paesi, l’intreccio sempre più stretto di prodotti e stili di vita, gli scambi linguistici e culturali sempre più intensi. Il lavoro è arricchito dalle testimonianze e dal materiale di repertorio televisivo appartenente a Nhk e a Rai. (RAI Storia)