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Cinema Italia Faenza
A CASA TUTTI BENE
prosegue
A CASA TUTTI BENE
Regia: Gabriele Muccino
Attori: Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino, Gianmarco Tognazzi
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: Italia 2018
Genere: Commedia/Drammatico
Durata: 105 minuti

Una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d’Oro dei nonni sull’isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un’improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a restare bloccati sull’isola e a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, con gelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti, paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine.

Frustrati, infelici e tutti inguaribilmente narcisisti, i personaggi di Gabriele Muccino restano fedeli a se stessi e a una trilogia ideale di baci presi e dati dentro un cinema ombelicale.  A casa tutti bene, a dispetto del titolo evidentemente ironico, è una commedia "che sta male". Stanno male i suoi personaggi, tutti piccoli piccoli e alle prese coi contrasti e i conflitti (mai risolti se non a colpi di sceneggiatura) dei capitoli precedenti (L'ultimo bacio e Baciami ancora). Muovendosi con flusso ondivago dall'uno all'altro, A casa tutti bene comincia con la voce fuori campo di Stefano Accorsi, decano del genere, che sembra voler focalizzare la vicenda da un punto di vista soggettivo, ma poi la voce si perde nell'isteria collettiva, torna per un istante col timbro di Pierfrancesco Favino, per poi scomparire definitivamente, dichiarando la difficoltà a trovare un punto di vista. Sulla vicenda narrata, sui suoi personaggi.  Lo sguardo dell'autore va e viene, fugge e ritorna, tradisce e si pente alla maniera dei suoi protagonisti e coerente con quel nomadismo sentimentale che è da sempre la sua cifra e che da sempre li riguarda. Ma poi qualcosa accade, qualcosa di inaspettato e inaspettatamente sorprendente. Quella che sembrava l'ultima ed ennesima versione della sindrome di Peter Pan infila la deriva e traghetta le sue anime oltre la linea d'ombra. A questo giro di giostra i baci sono amari e conducono all'appuntamento con le scelte irreversibili della vita. A questo giro, ancora, non ci sono effetti di campo o di copione a blandire, soccorrere e assolvere i personaggi. Condotti al loro punto di rottura, con modalità diverse e appropriate al registro degli attori in campo, i protagonisti dovranno (finalmente) fare delle scelte, confrontarsi (senza sconti) con la propria narcisistica immaturità. Niente famiglie ricompattate al capezzale di un padre malato (Ricordati di me) o di un figlio in arrivo (L'ultimo bacio).  Come una diaspora, A casa tutti bene disperde i suoi personaggi nel mondo, lontani dal centro, dalla casa-madre, da un pianoforte scordato come loro. Diventa grande a fatica il cinema di Gabriele Muccino, sempre fuori dal tempo e ficcato in una dimensione insulare ("l'isola che non c'è", la chiama il Paolo di Accorsi), sempre in ritardo sul mondo in cui ci è dato vivere, sempre accanito sugli attori, veterani cronici della declamazione armata, carica a pallettoni e massime da cioccolatini, sempre indulgente con i suoi uomini e le sue donne che non assumono mai uno sguardo (auto)critico. Ma confidiamo nella burrasca che li ha colti, nella crepa, che li ha spezzati e ha spezzato (forse) lo schema. Confidiamo nel sorriso di Valeria Solarino che prende atto e riparte. In barba alle stupide, quelle che perseverano nel dolore (Sara) e quelle che lo cambiano soltanto di posto (Ginevra). (Marzia Gandolfi - MYmovies)