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Cinema Mariani Ravenna
ZEROVSKIJ - SOLO PER AMORE
martedì 20 marzo
ZEROVSKIJ - SOLO PER AMORE
Regia: Gaetano Morbioli
Attori: Renato Zero
Distribuzione: Lucky Red
Paese: Italia 2018
Genere: Concerto - musicale
Durata: 142 minuti

Adamo, Eva, Vita, Morte, Amore, Odio, Tempo, Dio: sono i personaggi di Zerovskij - Solo per amore, l'opera pop scritta (con Vincenzo Incenzo), musicata, interpretata e diretta da Renato Zero che si ritaglia il ruolo del titolo, un capostazione intento a dirigere il traffico di anime e di sentimenti di uno scalo ferroviario, a metà fra Tim Burton e Antoine de Saint-Exupéry Zerovskij, versione cinematografica, è la registrazione (di Gaetano Morbioli) di questo spettacolo di "teatro totale" che racconta non solo la storia narrata dal libretto ma anche quella del rapporto pluridecennale fra Zero e i suoi fan, un pubblico eterogeneo per età e provenienza unito dall'amore viscerale verso un cantautore anomalo nel panorama musicale italiano.

I "suoi" temi ci sono tutti: dalla lotta al consumismo a quella alle sostanze stupefacenti, dalla difesa dell'ambiente alla tutela della libertà individuale, dalla centralità dell'amore all'inevitabilità della solitudine, tutto cantato (e a tratti recitato) in stile zerofolle.  I fan che si aspettavano un medley dei suoi successi del passato sono stati presi in contropiede: solo alcune delle canzoni di Zerovskij erano familiari al pubblico, il resto è tutto scritto ad hoc per raccontare zerofilosofia e new age, anelito spirituale e godimento pagano, "scelleratezza creativa" e kitch. Impossibile valutare questo musical sui generis paragonandolo ad altro, impossibile pretendere più asciuttezza, meno melodramma o meno eccesso retorico. Quel che conta, qui, è la coerenza con il percorso artistico e umano del capostazione, e quella è rispettata alla lettera. I fan storici non si sentiranno traditi, anche senza lo sfogo della compilation vintage.   Quello che Zerovskij mette in scena è il loro Renato, eccessivo e trasgressivo, commosso e sincero anche nella più eclatanate delle finzioni. Zero ha l'intelligenza di circondarsi di professionisti di spessore, dal coreografo Bill Goodson all'Orchestra Filarmonica della Franciacorta diretta da Renato Serio al team di validi attori-cantanti su cui giganteggia Roberta Faccani nel doppio ruolo di Morte e Vita. In mezzo scorre Renato lungo una rotaia immaginaria e canta a squarciagola quelle melodie gonfie e struggenti che sono la sua cifra distintiva, quelle strofe piene fino all'orlo, tracimanti convinzione e indignazione, precise nel raggiungere come un dardo d'amore il bersaglio del genuino affetto che gli tributa il suo pubblico.  La sua comunicazione è forte e chiara, la sua presenza scenica, nonostante il rallentamento fisico e la recitazione registrata in voce fuori campo, resta imponente. Renato Zero dà al suo pubblico ciò che vuole: pathos, note auliche, potenza canora, parole per celebrare l'eroismo quotidiano, eccessi per esorcizzare (cioè "sorcinizzare") il piattume contemporaneo.   Certo, due ore e venti sono lunghe, anche se il montaggio si sforza di rendere più veloce e cinematografica la messa in scena e alcune inquadrature (fuori luogo) degli ambienti esterni cercano di "staccare" dallo show, inserendo (inopinatamente) anche qualche scena interpretata da Gigi Proietti. Ma Zerovskij resta il gran spettacolo di un sognatore che, invece di adagiarsi sui successi passati, si muove su nuovi terreni riuscendo a rimanere fedele a se stesso. (Paola Casella - MYmovies)