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Cinema Mariani Ravenna
SOLDADO
lunedì 17 e martedì 18 dicembre
SOLDADO
Regia: Stefano Sollima
Attori: Benicio Del Toro, Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey Donovan, Manuel Garcia-Rulfo, Catherine Keener, Matthew Modine
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: USA/Italia 2018
Genere: Azione
Durata: 124 minuti

Nella guerra alla droga non ci sono regole. La lotta della CIA al narcotraffico fra Messico e Stati Uniti si è inasprita da quando i cartelli della droga hanno iniziato a infiltrare terroristi oltre il confine americano. Per combattere i narcos l’agente federale Matt Graver dovrà assoldare il misterioso e impenetrabile Alejandro, la cui famiglia è stata sterminata da un boss del cartello. Alejandro scatenerà una vera e propria, incontrollabile guerra tra bande in una missione che lo coinvolgerà in modo molto personale.

Uscito nel 2015, Sicario trovava lungo una frontiera assolata e brulla gli elementi di una nuova mitologia americana-messicana. In quella striscia di confine mortale contro cui si infrangono tutte le barriere morali, Denis Villeneuve precipitava un'agente dell'FBI idealista che approcciava di sponda la violenza primitiva dei cartelli.  Tre anni dopo, congedato il personaggio di Emily Blunt e sostituita la distanza critica con la rappresentazione frontale di quella violenza, Soldado di Stefano Sollima prosegue il viaggio creando una continuità geografica con l'episodio precedente. Se Sicario si svolgeva essenzialmente in Arizona, Soldado si muove sul versante messicano della frontiera che incrocia le traiettorie fisiche e l'arco narrativo dei personaggi. Un nuovo western agito tra Nord e Sud: Matt Graver (Josh Brolin) penetra le linee di demarcazione col Messico come un proiettile micidiale, Miguel Hernandez (Elijah Rodriguez) conduce migranti clandestini oltre la frontiera messicana.   In mezzo, in questo incessante andirivieni geografico, tra la balcanizzazione dell'ordine interno e la perturbazione di tutti i valori da parte di coloro che pretendono di rappresentarli, Alejandro (Benicio Del Toro) percorre strade segrete, passaggi intimi (s)cambiando la divisa da killer con l'abito del paladino. Tutto in Soldado riposa sul movimento, un movimento che descrive una linea dritta, geometrica, quasi astratta, fatta di coreografie balistiche: imboscate sulle strade deserte del Messico, combattimenti a fuoco, esecuzioni sommarie. Il mondo che descrive il film è di una vaghezza permanente, uno spazio fluido dove il traffico di stupefacenti degenera in tratta umana e la politica estera americana verso il regolamento di conti.  In senso ostinato e contrario procede il protagonista, che non tira più su ogni cosa che si muove per vendetta personale ma è 'al servizio' dell'FBI prima e di un'adolescente impaurita dopo e nel tempo di un singolare tragitto iniziatico. Al surplus di violenza e di brutalità estrema, Sollima affianca un racconto dove l'umano e il compassionevole riprendono progressivamente il loro posto. Diversamente, Sicario faceva dei suoi pistoleri dei monoliti di cui finiva presto per disinteressarsi. Il transfert di Alejandro con la figlia del padrino, traumatizzata come la sua dalla violenza di una guerra motivata unicamente dalla propria perpetuazione, lo sguardo umido di Matt davanti agli occhi spenti della fanciullezza, aggiungono il cuore alla narrazione mantenendosi a distanza di sicurezza dal cuore. Brolin e Del Toro formano (e rinsaldano) un duo letale, un'alleanza di interessi divergenti ma uniti da un desiderio di caos inestinguibile.   A suo agio con un universo di figure maschili virili e predatori che evolvono oltre la legge (ACAB), Sollima disegna la mappa di una criminalità sotterranea e onnipotente che è dappertutto e da nessuna parte. Un avversario potente, insaziabile, elusivo. Da questa parte della frontiera interroga invece la propensione degli Stati Uniti (ma non solo) a sfruttare le proprie tragedie per attaccare il nemico di turno. La sceneggiatura, sempre di Taylor Sheridan, lavora ancora sulla permeabilità delle forze dell'ordine (e del disordine), in presa diretta con l'attualità geopolitica (lo jihadismo e le politiche occidentali di lotta contro il terrorismo).   Attratto dalla messa in scena della sua morte (I soliti sospetti, Sin City, Che - L'argentino/Guerriglia...), Benicio Del Toro riprende servizio alla frontiera e i panni di un mercenario ambiguo o forse la divisa di un soldato laconico o ancora la disposizione del torturatore persuasivo. Attore volontariamente inaudibile, la sua dizione è monotona e distaccata come venisse dall'oltretomba, Del Toro dona ancora una volta la vita a un personaggio pensando al suo cadavere. Gli occhi pesti e lo sguardo instabile inchiodano il pubblico e lo rimandano al prossimo episodio. Sullo sfondo della miseria dei migranti messicani e sul primo piano della gioventù messicana 'reclutata', Soldado chiude lasciandoci più affamati che sazi. (Marzia Gandolfi - MYmovies)