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Cinema Mariani Ravenna
7 SCONOSCIUTI A EL ROYALE
martedì 11 dicembre
7 SCONOSCIUTI A EL ROYALE
Regia: Drew Goddard
Attori: Chris Hemsworth, Dakota Johnson, Jon Hamm, Jeff Bridges, Manny Jacinto, Nick Offerman, Katharine Isabelle, Lewis Pullman, Cailee Spaeny
Distribuzione: 20Th Century Fox
Paese: USA 2018
Genere: Thriller
Durata: 141 minuti

Sette estranei, ognuno con un passato da nascondere e un segreto da proteggere, si incontrano all'El Royale sul lago Tahoe, un misterioso e fatiscente hotel al confine tra California e Nevada. La notte del loro incontro sarà un momento decisivo: tutti avranno un'ultima, fatidica possibilità di redenzione.

Drew Goddard, lo sceneggiatore di Cloverfield, World War Z e The Martian, nonché l'autore e regista di Quella casa nel bosco, crea un puzzle da ricomporre tessera dopo tessera, ma lascia anche alcune caselle vuote, invitando il pubblico a fare le proprie supposizioni.  I pezzi principali però combaciano, forse un po' troppo perfettamente, e la trama si lascia seguire, anche grazie a colpi di scena e sequenze shock accuratamente disseminati. Siamo in territorio post tarantiniano, con qualche omaggio a David Lynch, e la galleria di personaggi può fare leva sulla consumata abilità recitativa di alcuni interpreti - in particolare John Hamm e Jeff Bridges - nonché sull'appeal estetico di Dakota Johnson e Chris Hemsworth.   Il perno intorno al quale ruota tutta la vicenda è però la musica Motown, soprattutto quella interpretata dalla voce potente della sua splendida interprete, la star dei musical di Londra e di Manhattan Cynthia Erivo, da poco passata al grande schermo. È lei a regalare una spina dorsale a un film molto preoccupato della forma e meno attento alla sostanza: è qualità umana della Erivo a farci intravvedere un vissuto e uno spessore nel suo personaggio di cantante da 12 euro l'ora, quando il suo manager (Xavier Dolan, candido solo per il colore della pelle) ne intasca troppi di più.  7 sconosciuti a El Royale è un film ostinatamente orizzontale, non solo perché si svolge nello spazio rettangolare di un motel, ma anche perché mantiene i suoi personaggi in superficie, concedendo agli spettatori solo qualche breve flashback per regalare alle singole storie doppi fondi non esposti in sceneggiatura. Ogni ruolo è un archetipo: l'uomo di chiesa, la hippie, la cantante black, il venditore di aspirapolveri, e poi il guru, la bambina, il concierge. Ma nessuno di loro è quel che sembra, e nessuno è innocente. Il film trasuda citazioni, tanto letterarie (una per tutti: Graham Greene), quanto cinematografiche (tutto Quentin, da Le Iene a Hateful Eight).   Goddard crea per il pubblico un "corridoio di osservazione" lusingando il nostro voyeurismo, e il nostro compiacimento (sadico) davanti a una pulp fiction estremamente bella da vedere. 7 sconosciuti a El Royale è un cubo di rubik divertente da ricomporre, anche se non sufficientemente sfaccettato. E la (strepitosa) colonna sonora resta l'elemento indiscutibilmente schierato dalla parte del Bene. (Paola Casella - MYmovies)