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Cinema Mariani Ravenna
MIA E IL LEONE BIANCO
sabato 16 - domenica 17 marzo
MIA E IL LEONE BIANCO
Regia: Gilles de Maistre
Attori: Daniah De Villiers, Mélanie Laurent, Langley Kirkwood, Ryan Mac Lennan, Lionel Newton
Distribuzione: Eagle Pictures
Paese: Francia 2018
Genere: Avventura
Durata: 98 minuti

Mia è solo una bambina quando stringe una straordinaria amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nell’allevamento di felini dei genitori in Sudafrica. Per anni, i due crescono insieme e condividono ogni cosa. Ormai quattordicenne, Mia scopre che il padre ha intenzione di vendere Charlie, divenuto uno splendido esemplare adulto, ad alcuni bracconieri senza scrupoli. Determinata a salvare il suo migliore amico, non ha altra scelta che scappare con lui per raggiungere la riserva naturale di Timbavati, dove il leone sarà protetto per sempre.

Girato in tre anni, con l'attenta supervisione dello zoologo Kevin Richardson - sua la responsabilità dei sei leoni che circolavano sul set, sua soprattutto la responsabilità dell'incolumità dei due bambini - Mia e il Leone Bianco è un film traboccante di tenerezza.  Il film è adatto a due categorie di spettatori: le famiglie con bambini e gli adoratori irrazionali di cuccioli e animali in tenera età. Per i primi, il film di Gilles De Maistre è esattamente ciò che promette il trailer. Un lungo spot sui colori dell'Africa - location mozzafiato, parchi che si perdono all'orizzonte, cieli infiniti - popolato di tutti gli animali che i bambini degli altri continenti sono abituati a vedere allo zoo, o negli album di figurine: qualche zebra, tante giraffe, una bella sequenza con gli elefanti, un lemure protagonista delle scene slapstick che faranno morire dal ridere i più piccoli (un po'meno gli adulti) e poi, naturalmente, i leoni.   È un film, di fatto, tagliato a misura di bambino. La trama scorre via con un rapporto causa-effetto tra gli eventi praticamente immediato: Mia ha un problema, qualcuno ci fa notare che Mia ha un problema (di solito è l'altrimenti inconsistente personaggio di Mélanie Laurent), ecco che il problema si manifesta (spesso grazie a Brandon Auret, il villain Dirk), per risolversi poco dopo. Non è il tipo di film, insomma, da cui aspettarsi colpi di scena o sorprendenti trovate narrative. Di sorprendente c'è, ed è su questo che si concentra l'attenzione dello spettatore adulto, il rapporto che Richardson e la sua equipe hanno saputo creare tra Mia, la rivelazione sudafricana Daniah De Villiers, e il leone bianco cresciuto insieme a lei nei tre anni di lavorazione. Il legame tra i due - definitivamente pericoloso, nelle scene di conflitto come in quelle d'affetto, considerato che un leone adulto può pesare fino a 190 chili - è autentico, realistico e ben filmato, vero cuore di un progetto nato dall'idea di uno zoologo (Richardson) e di un appassionato di leoni (De Maistre). (Ilaria Ravarino - MYmovies)