SCHEDA DEL FILM

Cinemadivino

martedì 6 agosto

TUTTI IN PIEDI - CASA SPADONI C/O CA' DEL PINO

  • Regia: Franck Dubosc
  • Attori: Franck Dubosc, Alexandra Lamy, Elsa Zylberstein, Gérard Darmon, Caroline Anglade
  • Distribuzione: Vision Distribution
  • Nazione: Francia/Belgio 2018
  • Genere: Commedia
  • Durata: 107 minuti
  • Orari

    CASA SPADONI c/o CA' DEL PINO

    Via Romea Nord 295 - Ravenna

    dalle 19.30 degustazione vini/ cena cantina

    ore 20.00 visita cantina

    ore 21.15 proiezione corto

    ore 21.30 proiezione film

Trama del film

Jocelyn mente tutto il tempo, ci prova tutto il tempo. Con tutte. Bionde, rosse, brune, indigene, straniere, alte, piccine, il catalogo è infinito e disparato. Appassionato corridore e playboy con azienda florida e Porsche fiammante, Jocelyn incontra Florence, una violinista con l'hobby del tennis costretta sulla sedia a rotelle. Un concorso di circostanze, affatto nobili e a cui proprio non riesce a sottrarsi, lo spingono a sedurla fingendosi paraplegico. Ma il sentimento che insorge improvvisamente per la donna complica dannatamente le cose e rimanda (troppo) a lungo il momento della verità. Colta e sensibile, Florence gli servirà un rovescio, costringendolo all'errore e alla resa totale.

Commento

Indimenticabile Patrick Chirac nella saga Camping, Franck Dubosc converte il Pastis in Champagne e debutta alla regia.  L'eroe delle commedie popolari francesi e di un cinema espansivo dirige una commedia romantica che riposa su una grande menzogna. Una menzogna che procede spedita verso il politicamente scorretto eludendo alla fine ogni insidia e trovando infine la sua misura.   Una donna paraplegica è (rischiosamente) al centro del dispositivo comico e del cuore del protagonista, consumato tombeur che adesso ha occhi solo per lei, unico e irripetibile oggetto del suo desiderio. Franck Dubosc, di nuovo mitomane e draguer, presta il fianco a un'alleata di peso dentro una commedia in cui circola qualcosa di frizzante e dolcemente balordo. Protagonista inavvertito del suo film, Dubosc ha cura di offrire ad Alexandra Lamy, saldamente in campo, una 'partitura' luminosa. Il suo personaggio avveduto e carismatico compensa a meraviglia la codardia trita del compagno di viaggio.   In pieno spirito post Weinstein e zelo riformista, è lecito chiedersi se sia ancora possibile giocare con lo stereotipo del dongiovanni misogino e ossessivo. Tutti in piedi denuncia e dissolve il gioco alla prima sequenza, quando Jocelyn attraversa l'aeroporto col suo fluire ricco e colorato di facce, occasioni e storie diverse che stimolano le sue performance da bugiardo gaglioffo, esaltando il posticcio e rimandando la verità (sentimentale). Jocelyn passa il suo tempo a mentire a se stesso per sfuggirsi e sfuggire la vita del cuore. A fornirgli lo scatto esplosivo sono d'altra parte le scarpe running che produce con successo e calza con disinvoltura. Almeno fino al giorno in cui incrocia Florence, eroina romantica e lucida che segna commedia e cuore di un seduttore impenitente.  Spostando lo sguardo dalla disabilità estroversa di lei a quella introversa di lui, Franck Dubosc fa i conti col proprio limite e con quello del suo personaggio, radicato in un padre maschilista, fanfarone e immemore (Claude Brasseur). Da par suo, Alexandra Lamy costruisce un ruolo che sfugge a ogni fatuo cliché e riconosce la complessità andando oltre la 'normalità' di Jocelyn.   A distinguere Tutti in piedi è lo stilnovismo tipico delle commedie degli anni Novanta, coi suoi innamorati goffi che sussultano alla vista della donna che decidono di pedinare. Concedendosi l'incongruenza sentimentale, il protagonista caccia, spia e si incanta letteralmente nella contemplazione di Florence che gioca a tennis o suona il violino. A lungo intravista o timidamente sbirciata, è lei il punctum, il segreto di un coinvolgimento emotivo, la scheggia conficcata a tradimento nel cuore e dentro deflagranti momenti comici.   La musica e il suo motivo dominante, una nuova canzone italiana sottoposta a invecchiamento ("Amore mio"), percorrono il film in un crescendo che introduce le origini materne del personaggio, sostiene la tensione comica e articola la meccanica celibe di Jocelyn. Scapolo incallito che seduce da una sedia a rotelle con grandi occhi (blu) di bambino affamato nei quali si disferà qualsiasi idea di meschinità. La crepa, esibita per la prima volta, trasfigura in struggente paradosso erotico nella piscina a scomparsa dove l'acqua come il desiderio si ritira e risale. Primo film d'amore di Dubosc, Tutti in piedi si congeda con un sentimento profondo di equilibrio raggiunto da un uomo e una donna sulla linea di arrivo. Una commedia che cade in piedi mantenendo un opportuno understatement e volgendo lo svantaggio in risorsa. (Marzia Gandolfi - MYmovies)

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