SCHEDA DEL FILM

Cinema Italia Faenza

martedì 15 ottobre

I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA

  • Regia: Claude Lelouch
  • Attori: Anouk Aimée, Jean-Louis Trintignant, Marianne Denicourt, Souad Amidou, Antoine Sire
  • Distribuzione: Europictures
  • Nazione: Francia 2019
  • Genere: Sentimentale
  • Durata: 90 minuti
  • Orari

    mar 15: 21.15

    Ristorante della serata Osteria della Sghisa

    menù: tagliatele e mascarpone con claice di vino e acqua

Trama del film

Jean-Louis Duroc, un tempo campione a livello internazionale di auto da corsa, si trova ora in una casa di riposo. La sua memoria talvolta vacilla ma su un punto rimane stabile: il ricordo della storia d'amore vissuta con Anne Gauthier 50 anni prima. Il figlio Antoine ne è consapevole e decide di andarla a cercare. Se Anne accetterà di recarsi a trovarlo questo forse potrà fare del bene a suo padre. Anne accetta.

Commento

Il mondo del cinema ha delle sue specificità alcune delle quali possono sembrare in contraddizione tra di loro ma, per fortuna, si tratta di una contraddizione salvifica.  Perché si può tranquillamente bypassare il fatto che nel 1986 Claude Lelouch aveva già fatto reincontrare Jean-Louis Trintignant e Anouk Aimèe (ovvero Jean-Louis Duroc e Anne Gauthier) in Un uomo una donna oggi film che non è da annoverare tra i suoi esiti migliori. I due si ritrovavano e comprendevano di non poter fare a meno l'uno dell'altra. Ma il cinema fortunatamente può anche essere memoria attiva e allora ben venga che Lelouch dimentichi e ci faccia dimenticare quel film non riuscitissimo (salvo per alcune immagini in cui si vede Jean-Louis gravemente ferito per un incidente) per proporci invece uno delle sue opere più intime e capaci di suscitare emozioni.  A un certo punto l'anziano Jean-Louis dice: "È più facile sedurre 1000 donne che sedurre la stessa 1000 volte". Il cinema di Lelouch è stato spesso tentato dalla seduzione nei confronti dello spettatore con fasi iniziali di film in cui entravano in scena innumerevoli personaggi che andavano ad ingrossare rivoli di storie attraenti che talvolta però finivano con il disperdersi in favore di quelle principali. Questa volta il registro è totalmente differente. Basta osservare, in stato di completa ammirazione nella prima sequenza, il volto di Trintignant su cui, ripreso in primo piano, scorrono per alcuni minuti ricordi, pensieri piacevoli, vuoti di memoria senza che nessuna parola venga pronunciata, per comprendere che Lelouch ha fatto definitivamente propria la frase di Victor Hugo che dà anche il titolo al film: "I migliori anni di una vita sono quelli ancora da vivere". Lelouch 'vive' questo film girato in continuità e nell'arco di soli 13 giorni.  Il 13 è un numero magico per lui che ha chiamato la sua casa di produzione "La 13" perché 13 sono lettere che compongono il suo nome e cognome e che diede alla camera di hotel in Normandia condivisa dai due due protagonisti in Un uomo una donna il numero 26 (13x2). Lo 'vive' e lo fa vivere non solo ai due attori che metafilmicamente si ritrovano oggi e si incrociano con la loro iconicità, ormai divenuta un classico, di un tempo ma va a cercare gli interpreti dei reciproci figli di allora e gli chiede di tornare a interpretare quei ruoli nella maturità.  Ne nasce un film che non si rivolge solo ai nostalgici di un 'classico' che è entrato a buon diritto nella storia del cinema e neppure a chi conosce la filmografia del regista a cui offre l'inserto dello spericolato Pour un rendez vous un corto girato all'alba a Parigi nel 1976 con la camera montata sul cruscotto di un'auto lanciata in piena velocità con alla guida un Lelouch pronto ad ignorare qualsiasi divieto. Questo film si rivolge a tutti coloro che sono disposti a riflettere sul mistero della vita e su quello dei sentimenti che la attraversano spingendosi fino alla terza età. Senza però pensare di 'chiudere' spazi o di rivolgersi a un'imminente fine.  Se nella casa di riposo, come afferma Jean-Louis, "non si vive ma si aspetta solo di morire" quel reincontrarsi con Anne per entrambi significa 'rivivere' e guardare avanti con la consapevolezza di un dono che è stato reciproco anche se poi si è estinto. Nella quotidianità ma non nell'intimo. Questa presenza mai cancellata si riaccende negli sguardi, nei sorrisi in un'auto da corsa divenuta ora una sedia a rotelle da spingere con amore. Una parola di cui Lelouch non ha mai avuto paura nel cinema e nella vita. Talvolta sbagliando ma sempre intenzionato a non smettere mai di cercarne il senso. Questo è il 49esimo film di Claude Lelouch. Il prossimo sarà ancora migliore. (Giancarlo Zappoli - MYmovies)

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