SCHEDA DEL FILM

Cinema Italia Faenza

lunedì 4 e martedì 5 novembre

SELFIE DI FAMIGLIA

  • Regia: Lisa Azuelos
  • Attori: Sandrine Kiberlain, Thaïs Alessandrin, Victor Belmondo, Mickaël Lumière, Camille Claris
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Nazione: Francia 2019
  • Genere: Commedia
  • Durata: 87 minuti
  • Orari

    lun 4 - mar 5: 21.15

    Ristorande della serata FMarket

Trama del film

Héloise è la madre divorziata di tre figli grandi: Lola, Théo e Jade, che a 17 anni sta per affrontare l'esame di maturità. Dopo il liceo Jade vorrebbe fare l'università in Canada e ha già spedito i moduli per la richiesta di ammissione. Ma Héloise è terrorizzata dalla possibilità che la piccola di casa venga accettata e se ne vada via lontano, lasciando di fatto un nido vuoto nel quale lei, che ha sempre avuto un legame strettissimo con i figli, non saprebbe cosa fare di sé. Intendiamoci: Héloise non è una casalinga disperata, gestisce un ristorante alla moda di Parigi, ha un gruppetto di amiche fedeli e ha avuto, nel corso degli anni della separazione e poi del divorzio dal padre dei suoi figli, svariate relazioni. Ma poiché Lola, Théo e Jade sono sempre stati la sua assoluta priorità, quelle relazioni sono rimaste estemporanee e nessuna è culminata in quella convivenza che avrebbe potuto interferire con il suo menage familiare, totalmente incentrato sulla progenie.

Commento

È sempre questione di punti di vista. Per una ragazza arrivata all’ultimo anno delle superiori, la scelta di fare l’università all’estero vuol dire superare la linea d’ombra, avventurarsi per la prima volta verso un futuro pieno di incognite, ma anche elettrizzante di nuove sfide. Per la madre divorziata di suddetta ragazza, la più giovane di tre pargoli, vuole dire svuotare la casa dell’ultima dolce creatura che ormai si è fatta grande. Vuol dire, come ci insegna Patrica Arquette in una splendida scena dell’altrettanto splendido Boyhood, sentirsi vuota dentro, in una cosa senza più urla e lamentele, con la sensazione di aver esaurito la parte principale del proprio mestiere di genitore. Proprio vedendo il film di Linklater, la regista francese Lisa Azuelos si è preparato all’abbandono della figlia più piccola, alcuni mesi prima dell’arrivo della lettera di accettazione da parte di un’università canadese.  Un evento così centrale, per lei, da volerlo raccontare, con un livello molto alto di autobiografismo, in Selfie di famiglia (in originale Mon bébé). È proprio la figlia, Thaïs Alessandrin, a interpretare se stessa, con Sandrine Kiberlain nei panni della madre. Il tutto in un film, se non si era già capito, che deve molto alla reale dinamica famigliare di casa Azuelos, in cui la figura del padre è lontana da anni e la grande sinergia madre e figlia viene messa alla prova dalla fuga dal nido della ‘piccola creatura’.  Una situazione così stressante da mettere in moto una serie di ricordi ancora vividi sui figli piccoli, obbedienti, pronti ad abbracciarsi sul lettone e a superare pazientemente qualche sortita galante della madre ritornata single. Una famiglia molto unita, che nel film rompe ogni residuo angolo di intimità della figlia per raccontare una dinamica di condivisione pressoché totale fra le due. Héloïse, la madre, reagisce all’imminente sparizione della figlia, destinata a riapparire solo su uno schermo durante una conversazione a distanza, riducendola già nei mesi precedenti in soggetto da vedere e riprendere attraverso una cornica: quella dell’iPhone con cui compulsivamente vuole catturare ricordi di intimità nella vita quotidiana, prima che scappino via per sempre. Nel farlo sembra dimenticare di vivere e godersi il presente, gioia e complicità inclusa.  È grazie a una scrittura sincera e piena di benvenuta (auto)ironia, oltre alla solita gigantesca Kiberlain, capace di essere sempre credibile ed empatica, che questa storia conquista e a tratti commuove. Il ritratto di una famiglia sempre pronta all’abbraccio, con un contatto fisico salutare e costante, che suona quasi come un urlo di ribellione nei confronti di un’era anaffettiva e algida. Senz’altro Selfie di famiglia è il miglior film della Azuelos, che riesce a rendere universale la sua storia così personale, segnata dal passaggio implacabile del tempo, dalla nostalgia, in quel momento in cui iniziano a invertirsi i ruoli e sono i figli a iniziare a proteggere emotivamente i genitori. Essere donna e madre è un'avventura epica, ma anche divertente, sembra volerci dire. Convincono anche i giovani interpreti, come l’esordiente Victor Belmondo, nipote d’arte, nei panni del fratello grande di Thaïs, unico maschio di casa. (Mauro Donzelli - Comingsoon)

Trailer

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