SCHEDA DEL FILM

Cinema Sarti Faenza

sabato 23 novembre

OPERA DI SALISBURGO: L'ITALIANA IN ALGERI

  • Regia: Jean-Christophe Spinosi
  • Attori: Cecilia Brtoli, Ildar Abdrazakov, Edgardo Rocha
  • Distribuzione: Galileo Vision
  • Nazione: Germania 2018
  • Genere: Opera Lirica
  • Durata: 160 minuti
  • Orari

    sab 23: 15.15

Trama del film

Il giovane Lindoro è stato fatto schiavo da Mustafà, Bey di Algeri, e la sua fidanzata Isabella è partita dall'Italia per cercare di ritrovarlo. La accompagna Taddeo, un innamorato non giovanissimo che lei non prende minimamente in considerazione. Mustafà intanto, stanco della moglie Elvira, la vuol far sposare a Lindoro: è pefino disposto a dare la libertà al giovane purchè si porti in Italia la donna. Perr sè Mustafà vuole un'italiana e comanda al suo capo corsaro Haly  di procurargliela. Detto fatto: Haly  cattura la nave di Isabella e porta prigionieri dal Bey lei e Taddeo. Per evitare che quest'ultimo venga maltrattato, Isabella lo fa passare per suo zio.   Il Bey è pazzo dell'italiana ma Isabella, astuta e maliziosa, riesce a tenerlo sulla corda. In breve, durante una gran festa , la ragazza conferisce al Bey l'ordine del Pappataci (" mangia e taci ") e mentre tutti si ubriacano fino a cadere sotto la tavola riesce a fuggire con Lindoro, Taddeo e un gruppo di italiani che erano prigionieri ad Algeri. E mentre la ragazza e tutti gli altri  salpano con una nave e spariscono all'orizzonte, Mustafà si dichiara guarito dalla passione per le italiane e riprende con sè Elvira.

Commento

Il testo di Angelo Anelli, un dramma giocoso in due atti appartenente al genere dell'opera buffa, era già stato musicato nel 1808 da Luigi Mosca e si ispirava vagamente ad un fatto di cronaca realmente accaduto: la vicenda di Antonietta Frapolli, signora milanese rapita dai corsari nel 1805, portata nell'harem del Bey di Algeri Mustafà-ibn-Ibrahim e poi ritornata in Italia. Com'era d'uso comune allora, un Rossini ancora solo ventunenne riprese lo stesso libretto (con alcuni cambiamenti affidati a Gaetano Rossi) e compose l'opera in tutta fretta (qualcuno dice in 27 giorni, altri sostengono addirittura solo in 18). Per la perfetta commistione fra sentimentale, buffo e serio, l'opera è stata definita da Stendhal come "la perfezione del genere buffo".  Il melodramma venne rappresentato per la prima volta al Teatro San Benedetto di Venezia ed ebbe subito un ottimo successo, anche grazie alla compagnia di canto comprendente Marietta Marcolini (Isabella) e Filippo Galli (Mustafà). Per la Marcolini Rossini aveva già composto L'equivoco stravagante, Ciro in Babilonia e La pietra del paragone. Rossini diresse poi l'opera a Vicenza nel 1813 (con una nuova cavatina per la protagonista, "Cimentando i venti e l'onde", al posto dell'originaria "Cruda sorte"), a Milano nel 1814 (con ulteriori modifiche, tra cui l'inserimento nel secondo atto di una nuova cavatina per Lindoro, "Concedi amor pietoso") ed a Napoli nel 1815 (con la sostituzione del troppo politicamente esposto rondò di Isabella, "Pensa alla patria", con un meno compromettente "Sullo stil de' viaggiatori).[3]  L'opera rimase in repertorio, in Europa e negli Stati Uniti, per quasi tutto l'Ottocento, anche quando la diffusione delle opere rossiniane era ormai in deciso declino. La prima ripresa novecentesca risale all'edizione torinese del 1925, diretta da Vittorio Gui ed interpretata da Conchita Supervia, che destò l'entusiasmo di Richard Strauss, e da allora, L'italiana è rimasta, insieme a Il barbiere di Siviglia, a La Cenerentola e, in misura minore, al Guglielmo Tell, una delle opere di Rossini più rappresentate nel repertorio dei teatri lirici di tutto il mondo. 

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