SCHEDA DEL FILM

Cinema Mariani Ravenna

annullato

LA PRIMA DONNA

  • Regia: Tony Saccucci
  • Attori: Licia Maglietta
  • Distribuzione: Cinecittà Luce
  • Nazione: Italia 2019
  • Genere: Documentario
  • Orari

    mer 11 - gio 12: 18.30

Trama del film

Chi era Emma Carelli? Un soprano di fama internazionale e un'impresaria talmente abile da diventare la prima donna direttrice artistica e sovrintendente di un teatro italiano, il Costanzi, poi trasformato nel Teatro dell'Opera di Roma.

Commento

Tony Saccucci, già regista di Il pugile del Duce, ne racconta la vicenda attraverso un originale mix di tecniche cinematografiche: materiali d'archivio (il produttore è Istituto Luce Cinecittà); brani di cinema muto le cui protagoniste (soprattutto Francesca Bertini e Lyda Borelli) funzionano da alter ego della Carelli; la narrazione in voce fuori campo di Tommaso Ragno, che legge brani dei giornali e delle critiche dell'epoca; e quella in campo di Licia Maglietta, che interpreta le parole di Emma Carelli, e cammina attraverso quel Teatro dell'Opera in cui la direttrice aveva stabilito la sua residenza.  Lo storytelling di La prima donna è affidato interamente a testimonianze dirette, oltre a qualche intertitolo nello stile del cinema muto e a tre cartelli che annunciano la scansione drammaturgica della vicenda in tre atti, come la Tosca, l'opera lirica della quale la soprano era stata protagonista, per la prima volta anche fuori dall'Italia, e che meglio rispecchia il percorso di vita della Carelli secondo il suo stesso proclama: "Il respiro di Tosca è il mio respiro, il suo grido è il mio".  Questa narrazione "inaffidabile" in quanto fortemente soggettiva è al contempo l'originalità e il limite del film, perché rende più difficile seguire il tracciato della sua vicenda umana e professionale e farsi un'idea di quanto sia realmente avvenuto. Ad esempio la figura del marito di Emma, Walter Mocchi, risulta poco comprensibile e ad un certo punto scompare dal racconto, quando invece si vorrebbe capire di più sull'evoluzione di quel rapporto coniugale che muta da passionalmente sentimentale a freddamente professionale.  Ma l'architettura cinematografica del progetto resta convincente, e ha i suoi punti di forza nella raffinatezza della selezione e del montaggio (di Chiara Ronchini) delle immagini di repertorio, che collegano la vicenda di Emma Carelli a quella del nostro Paese, e nell'interpretazione magnetica della Maglietta, fisicamente perfetta per il ruolo (anche grazie alla somiglianza con la cantante e impresaria) e adorabile nella sua caratterizzazione autoritaria e fumantina, ma anche generosa e intuitiva, coraggiosa e visionaria nella capacità di cogliere le tendenze artistiche del suo tempo (memorabile la messinscena del balletto di Djaghilev con la direzione di Stravinskij e i costumi disegnati da Picasso), capace di fare leva sulla stima che il mondo della lirica aveva per le sue doti canore per portare al Costanzi superstar dell'epoca come Toscanini e Caruso. Diventa dunque palese l'ingiustizia secondo cui l'avvento del fascismo e la cultura maschilista le hanno tolto il teatro, il ruolo e i risultati raggiunti con un crudele colpo di spugna.  La prima donna è il ritratto di una figura femminile di raro potere e autorevolezza in un'epoca profondamente patriarcale e in una nazione in cui le donne dovevano "obbedire e non contare". In questi giorni di rivalsa muliebre è bene ricordare che anche in Italia ci sono state protagoniste di carattere messe da parte dalla Storia per neutralizzare il rischio che diventassero d'esempio. (Paola Casella - MYmovies)

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