SCHEDA DEL FILM

Cinemaincentro

da giovedì 7 maggio in streaming su MYmovies

BUIO

  • Regia: Emanuela Rossi
  • Attori: Denise Tantucci, Valerio Binasco, Gaia Bocci, Olimpia Tosatto, Elettra Mallaby
  • Distribuzione: Artex Film
  • Nazione: Italia 2019
  • Genere: Drammatico/Thriller
  • Durata: 98 minuti
  • Orari

    Clicca sul link per prenotare la visione del film:

    https://www.artexfilm.com/buio-con-il-cinemaincentro-di-faenza/

Trama del film

Tre sorelle, Stella, Aria e Luce vivono rinchiuse in una casa dopo la morte della loro madre. Il padre esce ogni giorno per procurarsi il cibo in una realtà esterna che descrive come apocalittica in seguito ad una eruzione solare. Per loro e per le donne in genere il mondo sembra essere diventato off limits.

Commento

LE SALE RIAPRONO A CASA TUA!

Cinemaincentro  Vi offre in prima visione assoluta

DAL 7 MAGGIO

BUIO

THRILLER APOCALITTICO DI EMANUELA ROSSI

IN DIRECT TO VIDEO E CON IL COINVOLGIMENTO DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE

 

Non si poteva aspettare per l'uscita. Perché dalla prima scena è come entrare nelle immagini tv allagate dal Covid19: mascherine, tute protettive, sterilizzatori e una serpeggiante ansia da contagio. E la decisione infatti è presa per il film "Buio", opera prima di Emanuela Rossi girata a Torino nel dicembre 2018: con le sale cinematografiche chiuse, il lungometraggio dal 7 maggio si può acquistare in streaming sul MyMovies. Con la novità: gli esercenti, fra cui il Cinema Massimo che avrebbe dovuto ospitare l'anteprima, sono coinvolti nella promozione ed entrano nella percentuale degli incassi. "È un thriller con cui abbiamo partecipato alla festa del Cinema di Roma premiati nella sezione "Alice nella città" – racconta la regista e sceneggiatrice con Claudio Corbucci, produttore e marito
Passa un mese e in Cina comincia l'apocalisse virale e chi aveva visto il film comincia a chiedermi come avevo fatto a prevedere la tragedia". Come ha fatto, appunto, a immaginare una millimetrica apocalisse ambientale narrata attraverso una casa­luogo protetto e un mondo esterno non più frequentabile? "Ho trascorso due anni a Torino per girare la fiction "Non uccidere". Vivevo in piazza Vittorio e fra la città e la provincia giravo 3, 4 location diverse al giorno. Ho scoperto Torino dalle case popolari alle ville con piscina, e quella sua atmosfera particolare, bellissima, e ho passato tanto tempo all'obitorio: io amante del cinema d'autore ho iniziato a pensare al noir". Tanto che tornata a casa a Roma inizia il soggetto delle tre sorelle, Stella, 17 anni, Aria e Luce più piccole, chiuse in una casa dalle finestre sbarrate: la vita in una Torino non riconoscibile è in quarantena. Con loro il padre, in terpretato da Valerio Binasco. "Strepitoso attore alessandrino, le due ragazzine sono torinesi (Gaia Tocci e Olimpia Tosatto, la protagonista è Denise Tantucci ndr), come tanti componenti della troupe, dal fonico all'arredatrice, scelti con la Film Commission".
Tre settimane di riprese in una villa a Moncalieri – "È stato un grande lavoro sugli effetti speciali, abbiamo creato persino un incendio nella casa e non in studio" – in un supermercato a Collegno, al45° Parallelo a Moncalieri e al parco di Stupinigi. "Ma anche in zone industriali abbandonate, l'Apocalisse appunto. Io sono marchigiana e avevo voglia di raccontare una famiglia un po' costrittiva, insieme al timore che ho del disastro ecologico". A cui provano a sopravvivere le tre adolescenti, la più grande pensa di dover uscire: ma fino all'ultimo, la fase2 non si sa se prenderà forma.

 

Emanuela Rossi alla sua opera prima fa centro con una fiaba dark che, pur rispettando i canoni di genere, rivela alla base una necessità di narrazione non riducendosi ad un esercizio di stile.  Va innanzitutto sgombrato il campo da qualsiasi tentazione di accostare la situazione di costrizione delle tre ragazze con l'attuale isolamento da pandemia. Ciò che è interessante qui è invece la dinamica che intercorre tra queste tre piccole donne e tra di loro e la più che ambigua figura paterna.  Rossi suddivide Buio in capitoli accompagnati da un titolo e dai disegni di Nicoletta Ceccoli che li introducono contribuendo a crearne il mood. Anche se è presente qualche elemento di prevedibilità questo è un film che va visto sapendo in anticipo il meno possibile sia sulla trama che sulle intenzioni dell'autrice che peraltro appariranno ben chiare al termine della visione.  È importante piuttosto lasciarsi prendere dagli elementi messi in gioco anche scenograficamente per descrivere una condizione di costrizione in cui certi uomini vorrebbero costringere l'altro sesso sin dalla più tenera età. I tre nomi delle protagoniste parlano di 'fuori', di apertura, di respiro. L'esatto contrario di ciò a cui il padre le obbliga portando come alibi la condizione apocalittica del mondo esterno.  L'uomo si appella anche a una distorsione della religione che la figlia maggiore a un certo punto metterà a nudo con lucidità e consapevolezza. Rossi ha dichiarato delle ascendenze cinematografiche in Lanthimos e Avranas ma c'è anche un inquadratura che riporta alla mente le gemelline di Shining mentre estremamente accurato è l'utilizzo dei brani musicali. Quando dall'Aria sulla quarta corda di Bach di passa al canone di Pachelbel la memoria non può non andare ad un'altra condizione giovanile 'difficile' come quella del protagonista di Gente comune di Robert Redford. Quando poi il padre invita a ballare la figlia su cui ha puntato l'attenzione sulle note di "Reality" da Il tempo delle mele si comprende come la conoscenza del cinema della regista spazi a largo raggio e come sappia farne un uso significante in modo originale. (da MYmovies)

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