SCHEDA DEL FILM

Cinema Centrale Imola

mercoledì 28 febbraio

CHI SEGNA VINCE

  • Regia: Taika Waititi
  • Attori: Michael Fassbender, Oscar Kightley, David Fane, Beulah Koale, Lehi Makisi Falepapalangi
  • Distribuzione: Walt Disney
  • Nazione: USA 2023
  • Genere: Commedia
  • Durata: 104 minuti
  • Orari

    mer 28: 21.15

    2Dì Cinema

    2Dì Gusto Cena + Cinema € 16 (nei ristoranti convenzionati)

Trama del film

L'11 aprile 2001, in un incontro valido per le qualificazioni al mondiale 2002, le Samoa Americane perdono contro l'Australia per 31 a 0, segnando il record della partita internazionale con il maggior scarto di gol mai registrato. Per risollevare la squadra, l'American Soccer Federation manda nell'arcipelago del Pacifico meridionale l'allenatore di origini olandese Thomas Rongen, reduce da varie squalifiche per problemi comportamentali. Inizialmente furente per la punizione, Thomas entrerà un po' alla volta nello spirito dell'isola e convincerà i suoi improbabili giocatori a dare tutto per raggiungere l'obiettivo: segnare almeno un gol e abbandonare l'ultima piazza della classifica mondiale della FIFA.

Commento

Ormai pienamente inserito a Hollywood (suo il prossimo episodio cinematografico della saga di Star Wars), l'ex indie Taika Waititi torna per un attimo alle origini e da neozelandese figlio di un maori gira in un'isola del Pacifico una classica (e vera) storia di redenzione sportiva.  È possibile che un film come Chi segna vince sia figlio del successo della serie Ted Lasso. La storia, del resto, è pressoché identica, con un allenatore competente ma fuori posto (là dal football americano passa al calcio, qui dal professionismo si ritrova ad allenare ristoratori e poliziotti a fine turno) che realizza un mezzo miracolo sportivo. È certo, invece, che Waititi non sia minimamente interessato al calcio in sé, vista la messinscena a dir poco disadorna con cui filma le scene di gioco: riprese a bordo campo, singoli gesti isolati, pallonate in faccia, ritmi di corsa da oratorio... Il solito armamentario, dunque, con cui il cinema prova a raccontare - fallendo a ogni occasione - uno sport infilmabile come il calcio, preferendo per comodità narrativa spostare l'attenzione da ciò che succede dentro il campo a ciò che avviene fuori.  La storia vera di Thomas Rongen, interpretato da Michael Fassbender, riprende la classica parabola dell'uomo bianco che salva una nazione indigena, ovviamente salvando prima di tutto sé stesso. «Non ti abbiamo mandato lì per aiutarli», gli dice l'ex moglie Gail (Elizabeth Moss), dirigente dell'America Soccer Federation che ha deciso il suo trasferimento nelle Samoa americane, «ti abbiamo mandato lì per aiutarti».  E in effetti Rongen è il classico sportivo decaduto che vive prima singolarmente e poi collettivamente coi suoi giocatori un'esperienza di caduta e ascesa: iracondo e alcolizzato, arriva da straniero altezzoso in un posto fuori dal mondo e impiega poco a farsi conquistare dalla cultura indigena. Il modello è sempre Quattro sotto zero, dove toccava a quattro ragazzi giamaicani e al loro allenatore bianco diventare degli underdog del bob, ma in Chi segna vince - ed è questa l'idea di Waititi - tutto è se possibile ancora più scalcagnato e improvvisato.  Alla squadra di Rongen, che riunisce volenterosi dilettanti allo sbaraglio (il presidente della Football Federation of American Samoa è un ristoratore!), basta infatti segnare un solo gol, non necessariamente vincere una partita, per evitare l'espulsione dalla FIFA, e la storia conferma che le cose andarono proprio come il film le racconta, costruendo una suspense narrativamente nulla per il semplice fatto che la vicenda è sia nota sia ampiamente prevedibile.  A Waititi interessano di più il milieu dell'isola samoana (e lui stesso interpreta con vistosi baffoni finti la parte di un sacerdote), la vicenda anch'essa vera e assai politically correct di uno dei giocatori (Jaiyah Saelua, interpretata dall'attrice trans Kaimana, prima calciatrice trans a far parte di una nazionale di calcio) e naturalmente la storia personale di Rongen, che ne giustifica il caratteraccio da angelo decaduto...  La commedia di Chi segna vince nasce così dall'ironico effetto di contrasto tra i veri (ma in qualche modo affrontabili) drammi della vita e i finti (ma vissuti come tragedie o gioie collettive) drammi dello sport, con la tradizione del cinema sportivo presa blandamente in giro (quando Rongen si appresta a fare il suo discorso motivazionale guarda il celebre monologo di Al Pacino in Ogni maledetta domenica, salvo poi affidarsi alla sola voglia di divertirsi dei suoi giocatori...) e la retorica del racconto edificante replicata in chiave minimalista.  Tutto in Chi segna vince è piccolo, e un pochino gentile: la squadra protagonista, il talento dei suoi giocatori, le ambizioni del loro allenatore e in seconda battuta anche quelle del regista, che fatalmente finisce per accontentarsi di un risultato finale in linea con il livello del gioco... (Roberto Manassero - MYmovies)

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