SCHEDA DEL FILM

Cinema Mariani Ravenna

mercoledì 19 giugno

KINDS OF KINDNESS

  • Regia: Yorgos Lanthimos
  • Attori: Emma Stone, Jesse Plemons, Willem Dafoe, Margaret Qualley, Hong Chau
  • Distribuzione: Walt Disney
  • Nazione: Gran Bretagna 2024
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 165 minuti
  • Orari

    mer 19: 21.00

    Premio Miglior Attore Cannes 2024

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Trama del film

Tre episodi, legati tra loro dal cast (ma con personaggi differenti) e da situazioni ricorrenti. Nel primo episodio un impiegato viene incaricato dal suo capo di uccidere un uomo: fallisce nel tentativo ed è costretto ad adottare stratagemmi sempre più assurdi per riparare il danno. Nel secondo un poliziotto è convinto che la moglie, scomparsa per mesi e poi ritornata dopo un viaggio, sia stata sostituita da una sosia. Nel terzo due adepti di una setta sono alla ricerca di una donna che ha il potere di restituire la vita ai morti.

Trailer

Commento

C’è un concetto che in maniere diverse e con conseguenze diverse ricorre in molti film di Yorgos Lanthimos: la maniera in cui le nostre società sono organizzate, il set di regole che condividiamo per relazionarci, è totalmente arbitrario. Per questa ragione spesso nei suoi film inventa altre regole, paradossali, che portano agli stessi esiti, cioè che vessano o liberano i personaggi in modi che riconosciamo esistere anche nella nostra di società. In The Lobster per esempio chi non ha trovato un compagno entro una certa età viene emarginato (un po’ come nel nostro mondo) ma letteralmente proprio, viene deportato in un hotel dove ha l’ultima possibilità di trovare un partner, altrimenti è trasformato in un animale. In Dogtooth la famiglia è il cuore delle aberrazioni sociali, perché un padre tiene i figli reclusi e gli ha insegnato un funzionamento sociale completamente diverso. Addirittura in Povere creature! immagina una società diversa, e cosa accadrebbe alle relazioni di una donna con gli altri se venisse educata senza preconcetti e in piena consapevolezza del potere del proprio corpo.  Kinds Of Kindness, il suo nuovo film, contiene tre sperimentazioni su questo concetto, tre storie da circa 50 minuti l’una, in cui in una maniera o nell’altra le regole sono sovvertite. Nella prima il rapporto direttore/impiegato di una grande società è applicato alla vita reale, cioè un dipendente fa anche a casa tutto quello che gli ordina il suo datore di lavoro, fino al paradosso. Nella seconda una donna, naufragata su un’isola deserta, ha vissuto in una società sovvertita e al suo ritorno nel nostro mondo non è più la stessa (conducendo alla pazzia il marito). Nella terza alla ricerca di una guaritrice, un gruppo di persone è disposta a tutto. In tutte e tre c’è l’umorismo che è il marchio di fabbrica di Lanthimos. Perché è sempre più evidente come a questo regista greco suoni ridicola la maniera in cui aderiamo alle regole sociali, come se non ne vedessimo l’arbitrarietà e le intendessimo come un baluardo della nostra civiltà. Gli fa ridere quando ci adeguiamo ai dettami del mondo come fossero gli unici possibili, come se da questi discendesse la tenuta della società (quando è il contrario: l’organizzazione è frutto di quello che la società nel suo complesso vuole raggiungere), e quindi le prende in giro queste regole, ne fa un’imitazione enfatizzandone alcuni elementi, oppure ne inventa di paradossali di cui anche noi possiamo ridere, proprio come a lui fanno ridere le nostre.  Ma non solo, Lanthimos, proprio con il suo umorismo, non fa che chiedersi come la società ingabbi con le sue regole e che accada a chi ne esce. Quando nel primo segmento di Kinds Of Kindness ’impiegato viene liberato dal suo padrone e può fare quel che vuole, cioè organizzare la sua vita come gli pare, è di colpo perduto, e tutto il suo mondo fatto di una casa, una moglie, un reddito e un lavoro crolla in modi ridicoli e risibili. Quando nel secondo segmento due coppie di amici si vedono per cena a casa di una delle due, la serata finisce a vedere abbracciati sul divano video porno che i 4 hanno girato qualche sera prima. Come fosse normale. Come se fosse accettabile e fosse una delle molte convenzioni del nostro modello di vita. Invece non lo è. Fa ridere per questo, perché è estremo e paradossale, perché sovverte il normale e perché i personaggi trattano queste convenzioni con la normalità con la quale noi trattiamo le nostre. Ovviamente non c’è solo questo in questo film molto più sperimentale, radicale e autoriale degli altri, che Lanthimos ha girato in inglese. C’è anche l’altro grande tema che anima le sue storie, cioè la sovversione delle dinamiche di potere (le favorite della regina più potenti di lei, donne sessualmente consapevoli più potenti di uomini, ragazzi che mettono in crisi uomini maturi…), l’unico modo per ribaltare le regole sociali. E soprattutto c’è il sesso come elemento liberatore, sesso non per forza convenzionale, non per forza soggetto alle dinamiche standard. Non è un film narrativo Kinds Of Kindness, almeno non nel senso stretto, ma è un film più piacevole di quelli del periodo greco, in cui Jesse Plemons, Willem Dafoe, Margaret Qualley ed Emma Stone recitano in ognuno dei tre segmenti, e in cui trovano maniere sempre interessanti di interpretare la stranezza di Lanthimos e le sue battute, per rendere in qualche modo umani i suoi personaggi disumani. Non sarà mai questo il film di maggiore successo di Lanthimos, né quello più amato, e del resto non è il suo migliore, ma è la dimostrazione di come, dopo due film da Oscar (La favorita e Povere creature!) sia arrivato, proprio lui, ad avere un potere tale ad Hollywood, da sovvertire l’ordine sociale ed economico che vige lì, e fare ciò che per altri è impossibile, ovvero far produrre a un grande studio (la Searchlight, costola della Disney) un film sperimentale, per nulla mainstream, per nulla commerciale, e totalmente d’autore. (Gabriele Niola - Wired)

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