lun 21: 21.00
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Una cena a quattro. Per il suo terzo lungometraggio come regista, Olivia Wilde riprende lo schema classico della commedia d'ispirazione teatrale facendo interagire i protagonisti all'interno di un appartamento. I modelli di riferimento sono espliciti. In un'intervista di Marya E. Gates intitolata The Element of Risk: Olivia Wilde on "The Invite" e pubblicata su www.rogerebert.com il 25 giugno, Wilde parla del cinema che l'ha ispirata: "Ovviamente Ingmar Bergman ha esercitato una grande influenza con Scene da un matrimonio (...) lo spazio ristretto è stato trasformato in una sorta di personaggio attraverso riprese con vetri, angolazioni particolari e specchi". Ma soprattutto l'impianto visivo e narrativo ha come modello Settembre di Woody Allen.
Come quel film, The Invite è ambientato in un luogo circoscritto dove le coppie bevono, litigano e vanno in crisi man mano che la serata procede. Ma ci sono altri film che entrano in gioco. "Con il direttore della fotografia Adam Newport-Berra - ha aggiunto l'attrice e regista - che è una persona estremamente creativa e appassionata, sapevamo che la fase di preparazione sarebbe stata l'occasione ideale per sviluppare una visione comune sugli obiettivi della narrazione visiva, soprattutto considerando che avrei recitato anch'io nel film. Invece di ricorrere a storyboard o a una lista di inquadrature dettagliate, abbiamo fatto riferimento a una serie di immagini tratte da film che amavamo come Il verde prato dell'amore di Agnès Varda, Hannah e le sue sorelle fino a Chi ha paura di Virginia Woolf?". E ancora: "L'alternanza tra campi lunghi e primissimi piani è stata fortemente influenzata sa registi come Sidney Lumet e Mike Nichols. L'idea era quella di far sentire il pubblico intimamente partecipe della crisi emotiva di un personaggio ma anche una sorta di voyeur". "Qui c'è spesso un'atmosfera conflittuale" - "A noi piace l'atmosfera conflittuale". Già da questo scambio di battute tra Seth Rogen ed Edward Norton, protagonisti assieme a Pénélope Cruz e la stessa Olivia Wilde di The Invite, presenti nel trailer ufficiale del film che uscirà in Italia il prossimo 16 settembre, già si respira un clima di tensione sotterranea. Joe (Rogen), un musicista che non è riuscito a sfondare, torna a casa e scopre che a moglie Angela ha invitato a cena i vicini del piano di sopra: Pina (Cruz) che è divorziata e Hawk (Norton) che è vedovo. Il matrimonio tra Joe e Angela è turbolento e logorato dalla routine quotidiana e l'incontro con i loro ospiti fanno prendere alla serata una piega imprevista. Dopo l'ottimo esordio alla regia per La rivincita delle sfigate e l'ambizioso e riuscito Don't Worry Darling, con The Invite il cinema di Olivia Wilde apre ulteriormente i propri orizzonti facendo ancora una volta un film diverso dai precedenti. Negli Stati Uniti, l'accoglienza critica è stata entusiasta. Sull'aggregatore Rotten Tomatoes il 96% delle recensioni sono state positive con una media di 8.1/10. Peter Bradshaw su "The Guardian" - che ha dato al film quattro stelle su cinque - ne parla come di "una storia bizzarra e toccante in cui la leggerezza di Rogen tiene a freno gli sviluppi narrativi più stravaganti". A sua volta Kyle Smith sul "The Wall Street Journal" lo definisce come "una fantasia sfrenata costruita su fondamenta di dolorosa verosimiglianza" considerandolo uno dei migliori film dell'anno. Scritto da Will McCormack e Rashida Jones, The Invite è il remake del film spagnolo del 2020 Sentimental di Cesc Gay che ha avuto anche un rifacimento italiano con Vicini di casa di Paolo Costella. Ha una dedica particolare; prima della fine dei titoli di coda c'è la scritta "a Diane", riferito a Diane Keaton con cui Olivia Wilde aveva recitato insieme nella commedia natalizia Natale all'improvviso; per lei è stata un'attrice che ha saputo portare sullo schermo personaggi femminili unici nella loro complessità e avrebbe desiderato farle vedere questo film a cui sembra tenere davvero tanto. (Simone Emiliani - MYmovies)
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