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Cinema Sarti Faenza
ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE
giovedì 15 novembre
ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE
Regia: Margherita Ferri
Attori: Eleonora Conti, Susanna Acchiardi, Fabrizia Sacchi, Edoardo Lomazzi, Alexandra Gaspar
Distribuzione: Cinecittà Luce
Paese: Italia 2018
Genere: Drammatico
Durata: 87 minuti

All'anagrafe, la sedicenne Maia Zenasi è una ragazza. Per i suoi compagni di liceo è una "mezza femmina" e una "lesbica di merda". Ma dentro è Zen, un ragazzo che ama l'hockey e ha un debole per Vanessa, compagna di classe fidanzata con il bullo Luca. Quando Vanessa chiede a Maia le chiavi del suo rifugio di montagna per andare a fare sesso con Luca, Zen gliele consegna. E quando Vanessa deciderà di nascondersi nel rifugio per sottrarsi alle consuetudini di una vita già preordinata sarà Zen il suo modello di anticonformismo.

Zen - Sul ghiaccio sottile è l'opera prima della trentenne Margherita Ferri, girata "in una settimana di fatica e di neve" (come si legge nei titoli di coda).  Il film è stato realizzato con un budget minimo ma il sostegno importante di Biennale College, che ha creduto in una sceneggiatura già vincitrice di una menzione speciale al Premio Solinas. Ferri ha alle spalle parecchia esperienza come regista di web serie (Status) e di documentari, ma non mostra alcun vezzo da youtuber e mette a frutto l'esperienza nel cinema di realtà per farsi garante di un'autenticità riconoscibile nello sviluppo della storia, nei dialoghi e nella recitazione (davvero straordinarie e carismatiche Eleonora Conti e Susanna Acchiardi nei ruoli di Zen e Vanessa). Anche l'ambientazione - il paese del modenese Fanano e le montagne dell'appennino bolognese - comunica una genuinità di fondo, una voglia di raccontare senza falsificare contesto e personaggi.   La regista (coadiuvata dalla bella fotografia di Marco Ferri) costruisce inquadrature con senso maturo della composizione, si infila in zone inesplorate (come lo spogliatoio maschile, raccontato da chi sa che "non esiste uno spogliatoio giusto per me"), descrive il rapporto fra Zen e sua madre (Fabrizia Sacchi) come affettuoso e conflittuale in parti uguali, racconta una comunità che non evolve anche se si attrezza con telefonini e nuove tecnologie.  C'è qualche sottolineatura di troppo - come la citazione di Boys Don't Cry, o la metafora reiterata del ghiaccio sottile su cui Zen scivola veloce e un'intera comunità si muove in equilibrio precario - ma la cura dei dettagli, la qualità delle riprese, l'onestà dei dialoghi e degli sviluppi della storia certificano Ferri come una nuova autrice cinematografica di tutto rispetto su cui scommettere per il futuro.   Il suo è uno sguardo pulito e diretto, la sua regia è coraggiosa e opportunamente orientata al bello (basti notare la pennellata con cui un bambino compie una perfetta evoluzione al centro della pista di ghiaccio), la sua scrittura è attenta al modo in cui le persone (e in particolare i teenager, difficilissimi da rendere credibili) si esprimono ed è fedele a personaggi nei quali è contenuto tutto l'arco narrativo che li riguarda. Zen - Sul ghiaccio sottile ha il sapore agrodolce della verità, solleva il dito medio contro le convenzioni e ci viene addosso, con un finale alla Dolan, un treno in corsa che non possiamo fermare. (Paola Casella - MYmovies)